Genova – Trovare chi lunedì sera ha provocato gli scontri in piazza Baracca a Sestri Ponente, e individuare i responsabili dell’aggressione ai giornalisti che stavano riprendendo i tafferugli tra i partecipanti alla camminata per la sicurezza di Genova Insicura e dell’Unione dei comitati di quartiere e i militanti di Anpi, Avs e Genova Antifascista (il fotoreporter del Secolo XIX Davide Pambianchi e il cronista di Repubblica Massimiliano Salvo quelli presi maggiormente di mira). È di questo che si sta occupando la Digos. Gli agenti diretti da Simona Truppo hanno parecchio materiale tra le mani: soprattutto video e fotografie. Sono già almeno una trentina le persone finite nel mirino delle forze dell’ordine. Uno, l’uomo che ha assalito Salvo, è stato già identificato e denunciato. È un cinquantenne della zona. Per le altre, anche se ufficialmente non hanno un nome e cognome, è solo questione di ore. Tra queste poi bisognerà capire i vari gradi di coinvolgimento nella maxi zuffa che ha turbato per un paio di ore il quartiere. Comitato sicurezza per Vannacci Dare un nome a tutti i responsabili degli scontri, però, è soltanto uno dei problemi della polizia. E delle forze dell’ordine in generale. Perché le attenzioni delle istituzioni sono rivolte a quello che potrebbe accadere sabato, quando a Genova arriverà l’ex generale Roberto Vannacci. L’eurodeputato e presidente di Futuro Nazionale doveva partecipare a un evento in via Cesarea, davanti al teatro della Gioventù, ma visto quello che è successo a Sestri Ponente l’incontro con i cittadini potrebbe essere spostato ad Albaro, in piazza Leopardi. Un’area più facile da presidiare con l’impiego di un numero ragionevole di poliziotti e carabinieri. Una decisione che verrà presa stamani in Prefettura, quando si terrà la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche se lo spostamento non placherà la voglia di contromanifestare di Fiom e Genova Antifascista. Da qui il timore di nuovi scontri. Ordine pubblico sotto accusa Minaccia presa talmente sul serio che la questura ha richiamato alcuni uomini dalle ferie, perché dopo quanto è accaduto lunedì sera a Sestri Ponente verranno curati anche i minimi dettagli. Proprio il servizio predisposto per evitare che i due gruppi venissero a contatto in piazza Baracca, è finito sotto accusa: c’erano pochi uomini a fare da barriera a più di cinquecento persone. Con un palco e degli stand a ostacolare i movimenti. E quando sono arrivati i rinforzi, ormai era troppo tardi. «Non possiamo più sbagliare», spiega una fonte investigativa. La pista degli infiltrati di destra Intanto c’è una pista che gli inquirenti coordinati dalla pm Elena Schiavetta stanno seguendo più di altre. Ovvero quella degli estremisti di destra infiltrati nella manifestazione fino a quel momento pacifica di Genova Insicura e dell’Unione dei comitati di quartiere, alla quale avevano aderito diversi politici di centrodestra tra cui gli assessori regionali alla Sanità Massimo Nicolò e a Cultura, Sport e Spettacolo Simona Ferro. Proprio quando sono comparsi i giovani in maglietta nera – molti dei quali ripresi durante i tafferugli mentre facevano il saluto romano – è cambiato lo scenario. Gli slogan sono passati da “Vogliamo sicurezza” a “Remigrazione”, e la tensione è salita. Fino a deflagrare quando il corteo è arrivato nei pressi di piazza Baracca e quelli di Avs e “Antifa” si sono parati davanti al serpentone per non far passare nessuno.