Genova – È stata una notte di indagini dopo i tafferugli scoppiati in piazza Baracca tra i partecipanti alla camminata di Genova insicura e i contromanifestanti di Anpi, Avs e antifascisti. Sotto accusa, oltre gli scontri anche il servizio delle forze dell'ordine, spiazzate dell'accaduto e quindi intervenute in ritardo per dividere le due fazioni. La Digos sta cercando di individuare i più facinorosi tra i due gruppi, una decina di persone in tutto. Non dovrebbe essere difficile visto che ci sono i video girati durante l'aggressione e le foto scattate dal fotoreporter del Secolo XIX Davide Pambianchi, dal collega di Repubblica Fabio Bussalino. È stato aggredito anche il giornalista di Repubblica Massimiliano Salvo.
Genova, corteo per la sicurezza: aggredito fotoreporter del Secolo XIX
L'ipotesi degli investigatori, anche per spiegare il fatto di essere stati sorpreso da un evento che alla vigilia era stato previsto e temuto, è che in mezzo alle persone chiamate in piazza dai due schieramenti si siano infiltrati degli estremisti. Lo si è capito quando ai fischietti si sono sostituite gli slogan “remigrazione” e le minacce volate da una parte e dall'altra. Molte persone che volevano manifestare sono tornate a casa e il quartiere per quasi mezz'ora è rimasto in balia dei facinorosi. Nelle prossime ore dovrebbe essere organizzato un vertice in prefettura per preparare - stavolta al meglio - il servizio di sabato prossimo. Il timore degli investigatori infatti è che quella di lunedì possa essere la prova generale di quello che potrebbe accadere quando davanti al Teatro della Gioventù in via Cesarea arriverà il leader di Futuro Nazionale, l'ex generale Roberto Vannacci. La Fiom sta facendo circolare nella rete un volantino che ritrae lo striscione mostrato durante il corteo del 30 giugno (“Remigrazione per i fascisti, tornate nelle fogne“) accompagnato dalla scritta “Benvenuto Vannacci, ti aspettiamo!”. È probabile, per non dire certo, che le forze dell’ordine si troveranno a gestire una contro-manifestazione.






