Comazzi: "Pronti a scendere in piazza. I maranza? Vanno educati"

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Dopo l'accoltellamento di un uomo di 55 anni per mano di un gambiano di 22 anni in via Capecelatro a San Siro e dellla maxi rissa alla Bicocca che si è conclusa con sei agenti della polizia locale feriti e due uomini fermati, il candidato sindaco Pietro Tatarella ha lanciato una manifestazione per la sicurezza chiamando a raccolta tutto il centrodestra e la cittadinanza. Per Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e capodelegazione in giunta di Forza Italia "una manifestazione sulla sicurezza può sicuramente essere un'ottima iniziativa per rimettere al centro il tema e rendere consapevole ancora di più la città di questa grave emergenza. Anche perchè in questi anni il centrosinistra si è dimenticato volutamente della sicurezza, l'ha derubricato e sminuito e oggi ci troviamo con una situazione di degrado e di microcriminalità crescenti". Echeggia nella memoria della città la grande mobilitazione organizzata da Letizia Moratti sindaco in cui chiedeva "poteri speciali". "Dopodichè noi come classe dirigente e come coalizione di centrodestra non possiamo limitarci a organizzare una manifestazione, dobbiamo dare gli strumenti e le soluzioni per quando torneremo a governare a Milano" spiega l'azzurro.Per Comazzi è necessario agire su due fronti: la repressione della delinquenza, cosa che la sinistra non ha fatto in questi anni, da portare avanti aumentando gli uomini della Polizia Locale nelle strade, implementando i nuclei che si occupano di contrasto alla criminalità ed equiparando il corpo della Polizia Locale alle altre forze dell'ordine. E rafforzando il tavolo Sicurezza con la Prefettura con cui mappare i punti critici della città per dotarli di videosorveglianza e di punti luce, in particolare nei parchi. Ma non solo: "Bi sogna far tornare l'esercito nelle nostre strade" spiega.Le misure repressive non bastano perchè "il concetto di remigrazione è totalmente inapplicabile - sostiene Comazzi -. Dobbiamo essere pragmatici: a questi ragazzi bisogna offrire un'alternativa e alla repressione bisogna affiancare un percorso di inserimento scolastico, l'accompagnamento verso la formazione professionale e la promozione di progetti di insegnamento della lingua italiana e di educazione civica". I cosiddetti maranza spesso sono "minorenni privi di un reale punto di riferimento familiare o educativo, che finiscono così per avvicinarsi a forme di criminalità - continua il capodelegazione -. Come Forza Italia chiederemo un aiuto alle seconde generazioni". Tradotto: promuovere un tavolo con quei giovani perfettamente integrati nel tessuto sociale, culturale e lavorativo del nostro paese e che per questo rappresentano un esempio positivo. "A loro chiederemo di aiutarci ad elaborare delle proposte concrete di percorsi di inserimento linguistico, sociale e culturale e in autunno promuoveremo un evento per coinvolgerli in un percorso che dev'essere, appunto, di affiancamento a tutta la parte di grande fermezza repressiva" annuncia il capodelegazione di Forza Italia.