Il sindaco accusa la "criminalità diffusa". Piantedosi rivendica le leggi anti maranza

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"Troppa gente commette reati e poi rimane in giro, è il momento di essere più rigorosi", sostiene il sindaco di Milano, Beppe Sala, dopo l'ultimo caso di aggressione finita in tragedia in uno dei luoghi della quotidianità del capoluogo lombardo: la stazione Certosa. Il primo cittadino continua a dover commentare il tema sicurezza, per cui "nessuno ha la bacchetta magica". Il sindaco, che da dieci anni guida il Comune, invita a non strumentalizzare, a "continuare a lavorare" tra istituzioni. Fare prevenzione. Ma si mette di traverso rispetto alla proposta arrivata dalla Giunta regionale: l'assessore alla Sicurezza, Romano La Russa, chiede infatti di installare metal detector nelle stazioni ferroviarie. "Significherebbe mettere la gente in fila e impiegare 30-40 secondi per ogni persona replica Sala nessuno sminuisce la situazione ma c'è da combattere una criminalità diffusa non solo a Milano, nel Paese".Per Attilio Fontana, presidente della Regione, si è invece "sottovalutato per troppi anni da parte di una certa parte politica il problema che sta evidenziandosi e di cui si è negata l'esistenza". Quanto ai metal detector, "non so se tecnicamente sia fattibile sostiene il leghista ma tutte le soluzioni che possono essere utilizzate come deterrenza vanno bene". Si sondano correttivi. Sì di Forza Italia a filtraggi più stringenti nelle aree metropolitane e nuovi presidi fissi in una Milano "fuori controllo". Il centrosinistra locale rispedisce al mittente le parole del governatore e il Pd ribalta l'accusa: treni e scali lombardi "terra di nessuno" sono responsabilità di Regione e ministero.