Il sindaco di Milano si focalizza sull’ultimo episodio, ma ignora quanto accade quotidianamente in città dove l’accoglienza indiscriminata ha strappato il tessuto sociale
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Beppe Sala è tornato a parlare della sicurezza di Milano dopo il gravissimo episodio di sabato, quando un uomo di origine straniera ha accoltellato senza motivo un 55enne che si trovava in un bar di zona San Siro con il padre. E, per di più, ha dichiarato agli agenti che quando uscirà dal carcere lo rifarà perché si è divertito. Beppe Sala oggi fa scaricabarile sulla sicurezza di Milano per il caso specifico, sostenendo che “nella testa della gente la colpa è del sindaco ma questo (l'aggressore che è stato arrestato, ndr) è di Conegliano, è arrivato a Milano e ha accoltellato uno, ed è colpa del sindaco. Certo, la sicurezza in città è un tema importante che non si può ignorare”.Il discorso del sindaco uscente di Milano, può avere un senso ma questo episodio non può essere decontestualizzato. I cittadini sono arrivati all'esasperazione dopo anni e anni in cui dall’amministrazione di Palazzo Marino si sono sentiti dire che l’insicurezza a Milano è solo una percezione e che l’immigrazione è un valore per la città. E intanto le metropolitane si sono riempite di sbandati, così come le strade della città a partire dalla periferia per arrivare fino al centro. È stato un crescendo in questi anni di amministrazione di sinistra a Palazzo Marino, tanto che anche nelle roccaforti radical chic dei Bastioni e del Municipio 1 inizia a serpeggiare un certo disappunto contro Sala e la sua ideologia. Perché finché il degrado resta confinato nelle fasce periferiche ci si può voltare dall’altra parte, ma quando arriva nel cortile di casa allora inizia a dare fastidio.






