"Questo non era un milanese, ma uno di Conegliano che scappa di casa, se ne sta in giro, poi decide di venire a Milano a compiere un atto del genere". Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa al Teatro alla Scala sulle iniziative culturali collegate al Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1, rispondendo a chi gli chiedeva se, a suo avviso, Milano sia una città pericolosa dopo l'accoltellamento davanti a un bar di via Capacelatro, in zona San Siro, dove il 22enne Lamin Saidilly, italiano di origine africana, ha rifilato una ventina di coltellate senza motivo a un 55enne milanese che stava chiacchierando col padre, prima di essere bloccato da altri clienti e arrestato dalla polizia.
Il sindaco Sala ha espresso un invito a non trasformare ogni caso in uno scontro politico: "Se la politica continua a confrontarsi su 'colpa mia, colpa tua' non si va da nessuna parte - ha poi aggiunto -. Da uomo di sinistra, non ho problemi a dire che le leggi severe e le nuove carceri servono, facciamole. Al contempo dico, c'è un disagio straordinario in giro, c'è anche tanta gente fuori di testa che dobbiamo cercare di recuperare, se no è una partita persa. Ma certamente dobbiamo smetterla tutti noi politici dare la colpa all'uno o all'altro. Prima o poi, vai tu al potere e puoi essere accusato tu e così non si risolve un tubo".






