Teresa Ciabatti è seduta accanto a Michele Mari alla conferenza stampa in Campidoglio, alla vigilia della finale, l'8 luglio, del Premio Strega 2026 dove è presente la sestina al completo con Matteo Nucci, Alcide Pierantozzi e la "ripescata" Elena Rui. C'è anche Bianca Pitzorno che per motivi di salute non aveva potuto partecipare alla prima votazione a Benevento e che quindi domani sera sarà presente in Piazza del Campidoglio dove per la prima volta si svolgerà la premiazione, nell'edizione speciale degli ottant'anni del più importante riconoscimento letterario italiano. Le polemiche, nate da un diverbio tra Mari e Ciabatti sul pulmino verso Bisceglie per le offese che lo scrittore avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, morta nel 2023, sembrano superate, lontane, e gli strascichi vengono ignorati. "Posso confermare che sono molto dispiaciuto per tutto quello che è successo e però anche dire che tra di noi ci siamo ampiamente chiariti, in particolare con Teresa e quindi non c'è altro da aggiungere" dice Mari. Dopo un lungo tour che li ha portati anche a Città del Messico, dove sono volati Mari, Nucci e Rui, gli autori all'incontro di oggi, alla presenza del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, parlano delle cose che restano di questa edizione. "Rimangono i libri. La letteratura è più forte e riesce a produrre un altro racconto" dice Ciabatti, in corsa con 'Donnaregina' (Mondadori). Anche Mari, che corre con 'I convitati di pietra' (Einaudi) e resta il favorito alla vittoria, dice "rimangono i libri, i racconti dei libri, i commenti fatti dagli altri libro per libro. Una contaminazione di piani narrativi. Il prossimo passo, che non ci sarà, dovrebbe essere la scrittura di un sovralibro da parte di ciascuno di noi". E dei pronostici che lo danno vincitore spiega: "Devo ancora realizzare che è arrivata la fine. Non lo so se sono favorito, non ci ho pensato sia per scaramanzia che per scetticismo. Un po' ci credo, ma sempre in modo molto prudente e scaramantico". Nucci, che potrebbe essere protagonista di una grande rimonta con 'Platone. Una storia d'amore' (Feltrinelli), parla dell'ascolto degli altri. "Ci siamo ascoltati - dice - e siamo diventati amici", mentre Pierantozzi in gara con 'Lo sbilico' (Einaudi) ammette che gli ha fatto "molto bene, a me e al libro. Mi ha distratto dalla mia malattia". In cinquina anche al Campiello 2026, Pierantozzi è il vincitore della prima edizione del Premio Strega Deutschland, novità annunciata in questa edizione per rafforzare la diffusione della narrativa italiana all'estero. "Arrivata alla mia età non avevo mai fatto una esperienza del genere e sono contenta" sottolinea Pitzorno, in finale con 'La sonnanbula' (Giunti), che ha letto e apprezzato i libri di tutti e potrebbe essere protagonista di una sorpresa finale. "Emozionata di vedere le piazze piene" Elena Rui con il suo ' Vedove di Camus' (L'Orma). La serata, in diretta su Rai3 dalle 23.00, condotta per la quinta volta da Pino Strabioli, con Gloria Campaner, sarà diffusa - come annunciano il sindaco Gualtieri e l'assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio - in altri luoghi di Roma, sulla scia del successo de La Tempesta silenziosa di Baricco. "Sarà una finale diffusa, un grande evento culturale che ci consente anche di ricordare i quarant'anni della scomparsa di Maria Bellonci e di consolidare questo rapporto con il premio in un luogo, il Campidoglio, che è una grande piazza pubblica della democrazia, della partecipazione e quest'anno della letteratura" spiega Gualtieri. "La proiezione in streaming della finale sarà alla Casa del Cinema, al Parco degli Acquedotti che ha mille posti, al Corviale e al Macro dove è in corso anche una mostra. Il 15 luglio il vincitore sarà al Puntasacra Festival all'Idroscalo. In questa ottica per noi lo Strega è diventato un'idea di città", sottolinea Smeriglio. La conferenza si apre con la firma del protocollo tra il Comune di Roma e la Fondazione Bellonci - Premio Strega per il rinnovo di una convenzione triennale e una cifra prevista di 50mila euro l'anno, mentre fuori, sulla Piazza del Campidoglio si lavora agli ultimi ritocchi perché sia stutto pronto per la finalissima. "Ottant'anni è quasi una vita che si è intrecciata con la storia del Paese" ricorda il presidente della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, precisando che l'edizione in Campidoglio "è legata all'ottantesimo anniversario come era stato per i 70 anni all'Auditorium Parco della Musica. Per il futuro vedremo". Petrocchi sottolinea come il Premio faccia incrementare le vendite, "quest'anno dopo la selezione della dozzina del 103 per cento e dopo la selezione della cinquina dal 30 al 109 per cento" e Giuseppe D'Avino, presidente dello Strega Alberti Benevento, mette in evidenza come il Premio "abbia saputo rinnovarsi continuamente in questi decenni".