I finalisti dello Strega 2026. Da sinistra: Alcide Pierantozzi, Teresa Ciabatti, Bianca Pitzorno, Elena Rui, Michele Mari e Matteo NucciUn bel tacer non fu mai scritto. È questo il paradosso che accompagna l’ottantesima edizione del Premio Strega verso la sua conclusione. Stasera a Roma, per la prima volta in piazza del Campidoglio e non al Ninfeo di Villa Giulia, sarà proclamato il vincitore o la vincitrice del premio letterario più prestigioso d’Italia. In gara Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani) ed Elena Rui con Vedove di Camus (L’Orma). Sei, non cinque, per effetto della regola introdotta nel 2015 dalla Fondazione Bellonci: nella rosa dei finalisti deve figurare almeno un titolo di un editore indipendente o medio-piccolo. Da qui il ripescaggio di Rui, inizialmente esclusa dalla cinquina.
Alla guida della prima e provvisoria classifica stilata a Benevento c’è Mari con 280 voti, seguito da Nucci che ne conta 242. È uno Strega che porta con sé tutti i crismi della novità. Oltre al cambio di location per la cerimonia – in diretta dalle 23 su Raitre e, in città, sui maxischermi allestiti al Macro, alla Casa del Cinema a Villa Borghese, all’arena cinema del parco degli Acquedotti e a quella di Corviale –, c’è un cambio nei cerimonieri. A intervistare gli scrittori e ad annunciare il vincitore, insieme al regista, attore e conduttore Pino Strabioli, ormai veterano della serata, ci sarà la pianista Gloria Campaner. C’è poi il debutto del Premio Strega Deutschland, vinto ieri da Pierantozzi. Novità che intende favorire la scoperta della narrativa italiana in Germania e lo studio dell’italianistica.






