In gara ci sono anche Nucci, Pitzorno, Ciabatti, Pierantozzi e Rui, la finale l'8 luglio in piazza del Campidoglio a Roma

Non una cinquina ma una sestina in corsa per la vittoria finale dell'80esimo Premio Strega. E' stata una serata di sorprese al Teatro Romano di Benevento, dove si è tenuto lo spoglio del verdetto della grande giuria del blasonato riconoscimento letterario. In testa alle preferenze c'è il superfavorito Michele Mari con 'I convitati di pietra' (Einaudi), 280 voti, già vincitore dello Strega Giovani. Al secondo posto, con un colpo di scena, si piazza Matteo Nucci con 'Platone. Una storia d’amore' (Feltrinelli), 242 voti. Terzo posto per Bianca Pitzorno con 'La sonnambula' (Bompiani), 195 voti, al quarto Teresa Ciabatti con 'Donnaregina' (Mondadori), 184 voti, e al quinto Alcide Pierantozzi con 'Lo sbilico' (Einaudi), 170 voti. Il sesto posto è scattato per Elena Rui con 'Vedove di Camus' (L’orma), 163 voti, in base all’articolo 7 del regolamento: "Se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro, pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del Comitato direttivo), accede alla seconda votazione quello con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei candidati". La sestina non è comunque una novità per lo Strega, essendo già registrata anche nel 2024. Più rara, invece, la presenza di due libri pubblicati dallo stesso editore, in questo caso Einaudi nella penultima votazione.