Il nuovo rapporto Ocse sulle prospettive dell’occupazione dice che in Italia gli stipendi reali sono ancora ben più bassi del 2021: è il dato peggiore tra le grandi economie, il secondo peggiore in assoluto (dietro la Nuova Zelanda). Negli ultimi anni c’è stata una ripresa, ma troppo lenta. E nel 2026 è in arrivo un nuovo calo, anche a causa della crisi energetica che ha fatto salire l’inflazione.
Gli italiani, oggi, hanno stipendi più bassi rispetto a cinque anni fa. Si parla di salari reali, cioè quelli che non tengono conto della somma in sé, ma del suo potere d'acquisto, che è più basso se i prezzi salgono. L'ultimo rapporto dell'Ocse, chiamato Employment Outlook 2026, mostra che la situazione in Italia è critica. È vero che negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti sugli stipendi reali, ma non sono bastati: oggi le buste paga, in rapporto ai prezzi, sono più basse del 6,1% rispetto al 2021. E se tra il 2022 e il 2025 ci sono stati degli effettivi passi avanti, la situazione sta per cambiare. Nel 2026 si prevede un nuovo calo dello 0,9%, causato soprattutto dall'inflazione spinta dalla guerra in Iran.
È uno dei dati su cui il governo Meloni ha sbattuto più volte, quello dei salari reali. Perché mentre l'occupazione aumentava moltissimo negli anni post-pandemia, le buste paga non tenevano il passo dei prezzi. Infatti, nonostante il numero di lavoratori e lavoratrici sia ai massimi storici (l'occupazione è al 62,8%, ancora lontana dalla media Ocse) e il tasso di disoccupazione sia ai minimi (5%, in linea con la media), il Pil cresce di pochissimo e il livello di povertà resta sostanzialmente lo stesso. C'entrano le tensioni internazionali, ma anche alcune scelte ‘interne': dai contratti collettivi alla mancanza di salario minimo. Salari reali, nessuno peggio dell'Italia tra le grandi economie Ocse Quel 6,1% in meno rispetto a cinque anni fa piazza l'Italia all'ultimo posto tra tutte le grandi economie mondiali che compongono l'Ocse. Nessuno fa peggio, tranne la Nuova Zelanda, che non è esattamente paragonabile. Sia chiaro, l'Italia non è l'unica che si ritrova con stipendi reali più bassi del 2021: nel club ci sono anche Australia, Cechia, Danimarca e Svezia, tutte con un calo di oltre il 2%. La discesa, però, è più marcata da noi.












