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Ester Palma

Il cattolico Burch: «Abbiamo cantato "God Bless America e ci ha raccontato che l'altra notte ha guardato sul cellulare come è finita Argentina - Capoverde. E ha apprezzato la cena tipica del nostro Paese»

«Il Papa è arrivato da noi intorno alle 19,30. Abbiamo scattato una foto con la famiglia, ha benedetto vari oggetti religiosi per noi, poi abbiamo preso un aperitivo. Avevamo preparato un tagliere di salumi decorato con la bandiera americana, poi abbiamo cenato con un menù decisamente americano: insalata di anguria, bistecche di rib-eye, hot dog in stile Chicago. Ci ha detto: "E' un'ottima scelta di cibo". Non so se fosse semplicemente cortese, ma ha mangiato tutto, e c'era parecchio cibo. Ha apprezzato anche i dessert; gli abbiamo servito una torta di mele, del gelato e una torta angel food con mirtilli, sempre seguendo un tema patriottico. E siamo stati profondamente onorati dalla sua visita». E' ancora emozionato Brian Burch, ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, mentre racconta la cena con Papa Leone XIV nella sua residenza, la sera del 4 luglio. Nato e cresciuto a Phoenix, in Arizona, cattolico fervente, nove figli, è stato cofondatore di CatholicVote, organizzazione di ispirazione tradizionalista. Ed è stata la prima volta che Leone ha visitato la residenza privata di un ambasciatore.