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Papa Leone XIV è orgoglioso delle sue origini americane, si sente "figlio di una grande nazione" e, collegato dal Vaticano con una cerimonia che si svolge negli Stati Uniti, indossa volentieri al collo quella Medaglia della Libertà arrivata direttamente da Filadelfia. E' la vigilia del 4 luglio e il Papa americano fa un discorso appassionato ma sincero al suo paese e soprattutto a chi lo guida.Il discorso politico: "L'America plasmata dagli immigrati"
Da 250 anni l'America è sempre stata "sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione". Un discorso di alta politica ma non si può non leggere il messaggio indiretto a Donald Trump anche quando dice, sempre con il cuore rivolto ai migranti, che "la grandezza morale di una nazione si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e custodire la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore viene messo in discussione. Dopo il diritto alla vita, la libertà è stata ed è preminente tra i principi venerati dagli uomini e dalle donne che hanno cercato entro i confini di questa nazione un nuovo inizio, spesso equiparandolo a una speranza prima inimmaginabile". Gli Stati Uniti dunque debbono tornare a quei valori. E il Papa, nato a Chicago, e che, nonostante la lunga esperienza missionaria, mostra di amare profondamente il suo paese, dice: "Come figlio di questa grande nazione, fondata da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libertà e una vita migliore per se stessi e per i propri figli, mi unisco a voi nel chiedere la benedizione di Dio sul futuro dell'America, affinché gli alti ideali sanciti all'inizio della Dichiarazione d'Indipendenza continuino a guidare la prosperità della nazione nell'unità, nella giustizia e nella pace".











