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Papa Leone XIV è volato a Lampedusa nel giorno del 250esimo anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti per recarsi in visita pastorale. Con la speranza di dare "forma culturale, giuridica, politica, economica" alla "civiltà dell'amore". Ha ricordato all'Europa che da un "potenziale unico" di "storia" e "cultura" come solo il vecchio continente ha in Occidente, deriva una "pari responsabilità": quella di "dare concretezza storica alla speranza". Parole che vengono analizzate nel corso della puntata di sabato 4 luglio di 4 di sera, su Rete 4. L'intervento di Piero Sansonetti che "attualizza" l'intervento del Pontefice provocano la reazione di Gianluigi Paragone: "Il Papa parla un linguaggio universale che non ha, nell'ascissa delle coordinate, la variabile del tempo e dell'attualità. È il rispetto della vita, è il richiamo al Vangelo, è il richiamo a parole che non hanno tempo", afferma il giornalista ed ex parlamentare. Insomma, argomenta, "ogni volta che vogliamo posizionare le parole del Papa sull'oggi e sulla politica, secondo me commettiamo anche un errore di catechesi profondo". Poi la stoccata: "Che adesso il direttore dell'Unità, il marxista Sansonetti, voglia parlare del Papa o al nome per conto del Papa..".