Nel giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV sceglie Lampedusa per ribadire un’altra idea d’America: quella dell’accoglienza e della dignità umana inaugurata da Francesco. Nel cuore del Mediterraneo, il papa richiama Europa e Occidente alla responsabilità verso i migranti e alla cultura della prossimità. L’analisi di Riccardo Cristiano

“Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a papa Francesco è segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti: il papa vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”. La continuità tra Francesco e Leone l’ha confermata subito lui stesso all’inizio della sua omelia.

Nel quattro luglio, a ridosso del giorno di luglio in cui Francesco venne qui per il suo primo viaggio Pontificio, Leone c’è tornato nel giorno del contemporaneo festeggiamento trumpiano, divenendo anche il volto dell’altra America. Questo collegamento è apparso chiaro da subito: “Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto”. Papa Prevost ha fatto ricorso alla parabola del Buon Samaritano, riconoscendo nelle vittime dei trafficanti di essere umani molti naufraghi: “Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti (cfr Lc 10,30). Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo però la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso. Prima di qualunque considerazione intellettuale e convinzione ideologica, infatti, l’impatto con chi giace davanti a noi, spogliato di tutto, chiama alla prossimità”.