Più giovani e più qualificati: i nuovi dipendenti pubblici sono lontani dallo stereotipo dell’impiegato di mezza età, che timbra il cartellino ma è poco dedito al lavoro.

Merito anche del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti e riforme finanziato con le risorse europee del Next Generation EU che negli ultimi anni ha agito come “acceleratore” del naturale ricambio generazionale.

Per attuare i progetti previsti dal Pnrr, infatti, molte amministrazioni hanno bandito nuovi concorsi pubblici, aprendo l’accesso a tanti neo-laureati.

Tra il 2023 e il 2024 i gli addetti under 30 sono passati da meno di 158 mila a quasi 210mila, con un incremento del 33%.

C’è da dire che, a conti fatti, sono ancora delle mosche bianche in quanto rappresentano poco più del 6% del totale.