"Il consiglio: affrontare con serenità la sfida estiva, senza limitare la propria socialità, ma comunicando il proprio stato, responsabilizzando i ristoratori e continuando a leggere le etichette"
L'estate è la stagione della convivialità: viaggi, cene all'aperto, giornate al mare, sagre, aperitivi, gelati e pasti consumati fuori casa. "Ma per chi convive con la celiachia può trasformarsi anche in un periodo in cui prestare maggiore attenzione alla propria alimentazione. Non perché manchino le alternative, ma perché aumentano le occasioni in cui la preparazione degli alimenti sfugge al controllo diretto del paziente". A richiamare l'attenzione sul tema è Aigo, Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, che sottolinea come "vacanze, aperitivi, stabilimenti balneari, bar e ristoranti rendano più complessa la gestione della dieta senza glutine. Il punto non è soltanto riconoscere gli alimenti che contengono glutine, ma verificare come vengono preparati, serviti e manipolati". Anche un alimento apparentemente sicuro, infatti, può diventare rischioso se manipolato in modo scorretto. "È il caso del gelato artigianale, dove la contaminazione può avvenire attraverso palette, vaschette o coni. Lo stesso vale - evidenzia l'Aigo - per le patatine fritte, che sono sicure solo se cotte in una friggitrice dedicata e non nello stesso olio utilizzato per crocchette, mozzarelline impanate o altri prodotti contenenti glutine. Persino una fetta di anguria, naturalmente priva di glutine, può diventare un problema se tagliata sullo stesso tagliere usato per panini o focacce".









