Le parole non sono mai neutre. Possono raccontare o giudicare, avvicinare o escludere, e contribuiscono ogni giorno a costruire l’immagine che una comunità ha di sé stessa e degli altri. È partendo da questa consapevolezza che questa sera, alle 21, il giardino del Museo Diocesano Arborense di Oristano ospiterà un incontro dal titolo “Donne, disabilità e media. La potenza del linguaggio nelle disabilità visibili e invisibili”, appuntamento inserito nella rassegna estiva “Notti d’estate al Museo”.
L’iniziativa, promossa in collaborazione con GiULiA Giornaliste Sardegna, prenderà spunto dal volume “Donne, Disabilità e Media. Parole vs Barriere” per allargare lo sguardo a una riflessione più ampia sul ruolo del linguaggio nella società contemporanea, e su quanto le parole possano tanto demolire quanto costruire stereotipi, incidendo sul rapporto tra informazione, cultura e dignità della persona. Un tema, sottolineano gli organizzatori, che riguarda tutti, perché il modo in cui guardiamo l’altro precede sempre il modo in cui lo raccontiamo. Non di rado, infatti, la discriminazione nasce proprio dal linguaggio: da espressioni stereotipate, da definizioni improprie, da narrazioni che riducono la persona alla sua condizione o che oscillano pericolosamente tra pietismo ed eroicizzazione, perdendo di vista la normalità della vita quotidiana. Una dinamica che si fa ancora più complessa quando si parla di donne con disabilità, spesso esposte a una doppia invisibilità, quella legata al genere e quella legata alla disabilità stessa.









