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Anna Gioria

La curatrice Susi Ronchi: «Vogliamo contribuire a ribaltare gli schemi narrativi, eliminando terminologie scorrette e discriminatorie che non rispondono alle attuali conoscenze scientifiche, con un approccio multidisciplinare». Il libro include anche un glossario sulla terminologia da usare e su quella da evitare

GiULiA Giornaliste Sardegna, associazione di giornaliste professioniste e pubbliciste impegnata a modificare lo squilibrio informativo sulle donne, di recente ha pubblicato il libro Donne, Disabilità e Media. Parole vs Barriere curato dalla giornalista Susi Ronchi, dal quale emerge un messaggio chiaro: non basta correggere parole sbagliate, occorre trasformare lo sguardo. Un volume che non si può considerare né un manuale, né un saggio corale, ma che è a tutti gli effetti un atto politico e culturale per sensibilizzare a una corretta rappresentazione delle persone con disabilità nello spazio mediatico. Stereotipi e false narrazioni vengono, così, in discussione attraverso i contirbuti di 24 giornaliste, attiviste, docenti dell’università ed esperti.

Dottoressa Ronchi, perché GiULiA Giornaliste Sardegna ha deciso di pubblicare il libro Donne, Disabilità e Media. Parole vsBarriere?Il testo è il frutto di una riflessione aperta nel 2019 con un corso di formazione rivolto a giornaliste/i, organizzato con il nostro Ordine professionale a Olbia. Perché non ci piaceva come le persone con disabilità venivano rappresentate nei media, spesso attraverso espressioni pietistiche, o trionfalistiche: niente che riportasse ai parametri di normalità e di naturalezza del racconto. Sottolineare la disabilità, quando non è parte correlata alla continenza della notizia, quando non aggiunge valore, è quantomai inutile e dannoso perché sposta l’attenzione su un aspetto del tutto secondario, appesantendo la cronaca, vittimizzando e mortificando la dignità della persona. In quell’occasione abbiamo tenuto una relazione dal titolo provocatorio: "La Carta che non c’è", per ribadire l’urgenza di approvare stringenti e specifiche norme deontologiche sul tema, con il supporto del "Gruppo Carta di Olbia" istituito ad hoc (composto da 4 giornaliste di GiULiA: oltre la sottoscritta, Caterina De Roberto, Vannalisa Manca, Francesca Arcadu; l’attivista Veronica Asara e la giurista Sara Carnovali). Da allora le cose sono cambiate, e credo che il nostro lavoro continuativo e tenace sia utile: si percepisce un’assunzione forte di responsabilità da parte di colleghe e colleghi, una maggiore sensibilità , una presa di coscienza sulla necessità di non cedere agli automatismi nella scelta delle parole ma di fermarsi un secondo a riflettere su quelle che sono le più giuste. Per questo abbiamo voluto includere nel libro un glossario aggiornato sulla terminologia da usare e su quella da evitare, è uno strumento da tenere al proprio fianco quando si scrive di disabilità.