Mangiare fuori casa resta una delle abitudini più radicate degli italiani. Colazioni al bar, pause pranzo, aperitivi, cene con amici o colleghi continuano a rappresentare momenti centrali della vita sociale e lavorativa del Paese. Allo stesso tempo le abitudini di consumo stanno evolvendo rapidamente: gli italiani scelgono con maggiore attenzione dove spendere, privilegiano qualità ed esperienza e mostrano una crescente sensibilità verso sostenibilità, benessere e origine degli ingredienti. Un cambiamento che sta ridefinendo anche modelli di business e strategie degli operatori del settore. Secondo il 14esimo Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio, nel 2025 il valore aggiunto del comparto è cresciuto dello 0,5%, raggiungendo i 59,3 miliardi di euro. Nello stesso periodo anche i consumi fuori casa hanno registrato un incremento dello 0,5% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 100 miliardi di euro. Una crescita che, tuttavia, non è ancora sufficiente a colmare il divario con i livelli pre-pandemici, rispetto ai quali il settore registra ancora una flessione del 5,4%. Un’analisi di TradeLab evidenzia inoltre che nel 2025 le visite nei pubblici esercizi sono diminuite dell’1,1%, quota che sale all’1,6% considerando esclusivamente la clientela italiana.
Fuori casa, si spende ma con più attenzione
Qualità, sostenibilità e rapporto qualità-prezzo guidano le scelte, mentre le imprese affrontano la sfida della carenza di personale e della trasformazione dei…







