«Valter è un amico vero, fra di noi c'è un grande affetto. Da quando ho saputo del suo coinvolgimento presunto nell'attentato nei confronti miei e della mia famiglia sono stati giorni pesantissimi»: lo ha affermato Sigfrido Ranucci, in un'intervista al Corriere della Sera sulla notizia che il giornalista e imprenditore Valter Lavitola è indagato per strage in relazione all'attentato del 16 ottobre scorso.La sorpresa e la fiducia nella magistratura
«Sono rimasto molto sorpreso da questo sviluppo delle indagini. Io sono amico di Valter», ha spiegato il giornalista di Report, «io posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e in quello dei nuclei dei carabinieri che stanno indagando su questa storia. Le loro indagini sono state straordinarie sotto ogni profilo, anche quello etico e morale».L'inchiesta: per i pm Lavitola è il presunto mandante
L'iscrizione di Lavitola emerge dal decreto di perquisizione del 4 luglio firmato dai pm della Dda di Roma: per gli inquirenti sarebbe il mandante dell'azione e il reato di strage gli è contestato in concorso con i quattro arrestati la scorsa settimana, ritenuti gli esecutori materiali, e con un 47enne indicato come l'intermediario. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito l'abitazione dell'imprenditore, sequestrando cellulare e computer. Il movente è ancora al vaglio degli inquirenti.










