E insomma succede che, dopo un mese di polemiche sul famigerato "patentino antifascista" che dovrebbero firmare gli editori per potervi partecipare, la fiera Più libri più liberi - ora che si prepara a incontrare il "Centro per il libro" del ministero della Cultura per ricevere 150mila euro di finanziamenti - ha deciso badoglianamente di cambiare fronte

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E alla fine della fiera...Non è successo niente. Come sempre in Italia, Paese in cui la stessa parola «badogliano», che significa opportunista, voltagabbana o addirittura traditore, rivela nello stesso tempo sia la natura della persona che se ne serve sia quella della persona a cui è indirizzata. Siamo tutti badogliani. Un po' fascisti, un po' antifascisti, a seconda delle situazioni.E insomma succede che, dopo un mese di polemiche sul famigerato «patentino antifascista» che dovrebbero firmare gli editori perpotervi partecipare, la fiera Più libri più liberi - ora che si prepara a incontrare il «Centro per il libro» del ministero della Cultura per ricevere 150mila euro di finanziamenti - ha deciso badoglianamente di cambiare fronte («Vedi mai che rischiamo di perdere i soldi»): ieri i vertici della fiera hanno comunicato che su 300 richieste sette domande sono state presentate in forma incompleta, cioè senza la firma della dichiarazione antifascista. Ma «trattandosi dell'esplicitazione di principi generali già richiamati nel regolamento della manifestazione,abbiamo comunque deciso di prendere in considerazione anche queste». Prima denunci il passo dell'oca, poi ne fai tu uno indietro.