Non bastava lo scandalo. Ecco la vergogna. Il calcio non è più uno sport con regole certe, il calcio della Fifa è alle dipendenze di Trump
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Non bastava la farsa. Non bastava lo scandalo. Ecco la vergogna. Il calcio non è più uno sport con regole certe, il calcio della Fifa è alle dipendenze di Trump. Elementare, certificato dalle parole del presidente Usa che ha ribadito di essere intervenuto affinché la Fifa togliesse la squalifica a Balogun e lo rimettesse in campo contro il Belgio. Trump non si è limitato a sollecitare il cambiamento, si è esibito in un lungo, goffo ma pericoloso intervento, spiegando che non si può squalificare un calciatore importante, sia Messi, sia Ronaldo, sia Kane e dunque Balogun, perché sarebbe un'ingiustizia e lui medesimo nemmeno sapeva che cosa rappresentasse quel cartellino rosso ("accidenti, è una cosa grossa") mostrato all'attaccante dall'arbitro brasiliano Claus che, sempre secondo Trump, è uno sospetto, la Casa Bianca ha documenti che riguardano il passato del giudice di gara, siamo al Panama Papers del football e stanno tutti zitti, nella vergogna mondiale, zitto Infantino, zitti gli arbitri, come nel caso del loro collega Artan rispedito in Somalia, proteggono, tutti, il potere che è uno zerbino sul quale mette i suoi piedi pesanti il presidente Usa. Nessuna novità, era già tutto previsto, l'asservimento a chi ha in mano le chiavi, dunque il denaro, interessi niente affatto sportivi, privati anche oscuri. Trump non ha capito di avere toccato la sacralità del calcio, le sue regole. Può scatenare guerre, invadere paesi, lanciare missili ma questo razzo potrebbe tornargli in casa e distruggere l'edificio della Fifa che non è affatto trasparente e democratico come il suo sodale Infantino intende far sapere. Il calcio non ha perso la propria dignità perché, per fortuna, lo giocano i calciatori e lo seguono i tifosi. Ha perso la reputazione chi lo governa, chi occupa la poltrona più importante per grazia ricevuta, dopo uno scandalo costruito apposta per eliminare dall'elezione sicura, un ex calciatore, Michel Platini, il quale oggi non si presta al contenzioso, "Vergognoso", ha commentato il francese, senza aggiungere altro.










