Sono in tutto 6, oltre all’imprenditore, gli indagati a vario titolo per l’ordigno esploso davanti a casa del conduttore di Report

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La notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati di Valter Lavitola per l’attentato subito da Sigfrido Ranucci ha colpito molti. L’iniziativa della procura di Roma è stata inaspettata e ribalta tutte le ipotesi che finora erano state avanzate sulla matrice dell’ordigno piazzato davanti a casa del conduttore, che fortunatamente non ha fatto vittime. Con Lavitola sono indagati anche Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, Luca Amato, Marika De Filippis e Clesio Tavares Gomes. A tutti loro vengono contestati a vario titolo i reati di tentato delitto di strage, detenzione, porto e impiego illegale di esplosivi, danneggiamento aggravato e minaccia aggravata, tutti contestati con l'aggravante del metodo mafioso. “Sono veramente stordito, è un amico”, queste le parole del conduttore di Report a La Stampa.

Secondo l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, Lavitola ricoprirebbe il ruolo di mandante mentre Gomes, camerunense di 47 dipendente di un ristorante riconducibile a Lavitola, avrebbe svolto la funzione di intermediario tra il presunto mandante e gli esecutori materiali dell'attentato.