Roma, 7 lug. (askanews) – E’ contestato il reato di strage all’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre scorso a Roma. Lavitola nei giorni scorsi è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati su disposizione degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia della Capitale. La notizia dell’attività di polizia giudiziaria nei confronti di Lavitola si è diffusa ieri a tarda sera.
Secondo gli elementi raccolti, Lavitola – già in passato coinvolto in diverse vicende giudiziarie – sarebbe il mandante dell’attentato. L’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, è seguita adesso dal sostituto procuratore Edoardo De Santis. A Lavitola sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verranno analizzati.
Martedì della scorsa settimane sono state eseguite quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Reati contestati ora in concorso anche a Lavitola.










