HomeVareseCronacaOmicidio Samarate, il marito era capace di intendere e di volere quando uccise Teresa StabileQuesta la conclusione della perizia depositata dalla criminologa Stefania Zeroli, nominata dalla Corte d'Assise nell'ambito del processo per il femminicidio del 16 aprile 2025Gerardi e la moglieRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBusto Arsizio (varese), 7 luglio 2026 – Vincenzo Gerardi era pienamente capace di intendere e di volere quando, il 16 aprile 2025 a Samarate, uccise la moglie Teresa Stabile. È la conclusione della perizia depositata dalla criminologa Stefania Zeroli, nominata dalla Corte d'Assise nell'ambito del processo per il femminicidio di Samarate. Un documento destinato a pesare sul procedimento e che esclude che il delitto possa essere ricondotto a un'incapacità mentale dell'imputato.

Secondo la consulente della Corte, è “scorretto attribuire alla malattia mentale ciò che appartiene alla responsabilità dell'uomo”. Una valutazione che si discosta dalla tesi sostenuta dalla difesa, il cui consulente aveva parlato di un'azione compiuta in seguito a un "corto circuito” favorito da uno stato ansioso-depressivo e da una forma di gelosia delirante. Per la perizia, invece, l'omicidio non sarebbe stato il frutto di un improvviso cedimento psicologico, ma “il punto terminale di un lungo percorso motivazionale e relazionale”. Alla base del gesto ci sarebbe stata l'incapacità di Gerardi di accettare la fine del matrimonio con Teresa Stabile, sposata nel 1993 dopo sei anni di fidanzamento. L’ingressodel condominio teatro del delitto di Teresa Stabile