di
Paolo Centofanti
Proxima Fusion ha annunciato un nuovo round di finanziamenti del valore di 411 milioni di euro. Con una valutazione di 2,4 miliardi di euro è la startup per la fusione nucleare più finanziata d’Europa. I capitali serviranno per la costruzione del reattore dimostrativo Alpha a Monaco
La startup europea Proxima Fusion ha completato un nuovo round di investimenti del valore di 411 milioni di euro. Tra i principali nuovi investitori spiccano Google e l’energy company tedesca RWE. Proprio con RWE, Proxima Fusion aveva firmato pochi mesi fa un protocollo di intesa per l’utilizzo del sito di una centrale nucleare in dismissione presso Garchin, vicino a Monaco di Baviera, per la costruzione del reattore sperimentale a fusione nucleare Alpha. Tra gli altri investitori ci sono KfW Capital, SPRIND e Burda Principal Investments come nuovi entranti, mentre hanno ribadito il loro supporto con nuovi fondi Plural, UVC Partners, Balderton, Cherry Ventures, DST Global Partners, Brevan Howard Macro Venture, Lightspeed, DTCF, redalpine, Leitmotif, Elaia, CDP Venture Capital, Bayern Kapital, and the EIC Fund. Con una valutazione di 2,4 miliardi di dollari, Proxima Fusion diventa una delle startup per la fusione nucleare tra le meglio finanziate del mondo e la più supportata d'Europa.“L’Europa sta gareggiando con gli Stati Uniti e la Cina per realizzare la prima centrale a fusione. Il finanziamento di Proxima dimostra che l’Europa non solo è in grado di inventare tecnologie rivoluzionarie, ma anche di costruire aziende competitive a livello globale attorno ad esse” ha dichiarato il dott. Francesco Sciortino, co-fondatore e CEO di Proxima Fusion.Il progetto di Proxima Fusion è costituito da una centrale a fusione nucleare commerciale, basata su un reattore di tipo stellarator denominato Stellaris, e nasce dall’esperienza maturata con il reattore sperimentale tedesco Wendelstein 7-X da parte dell'Institute for Plasma Physics (IPP) dell’istituto di ricerca tedesco Max Planck, da cui la startup è nata come uno spin-off. Lo scorso febbraio, Proxima Fusion aveva annunciato la nascita della Alpha Alliance, un consorzio che oggi conta oltre 50 partner industriali (erano 30 al debutto) per supportare la realizzazione di Alpha, il reattore a fusione nucleare che dovrà dimostrare le tecnologie di Stellaris e la capacità di ottenere un fattore Q, il rapporto tra energia prodotta dalle reazioni di fusione nucleare ed energia immessa nel plasma, maggiore di 1. La roadmap prevede l’entrata in funzione di Alpha nel 2031. Il progetto è finanziato anche dal lander della Baviera, con 400 milioni di euro di finanziamenti pubblici.











