Proxima Fusion, startup tedesca nata come spin-off del Max Planck Institute di Monaco, ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 130 milioni di euro, il più grande investimento privato nel settore della fusione nucleare in Europa fino ad oggi.
Con questa operazione, il totale dei capitali raccolti da Proxima supera quota 185 milioni di euro, sommando fondi pubblici e privati. Risorse che puntano ad accelerare la corsa verso l’obiettivo dichiarato: costruire entro il prossimo decennio la prima centrale elettrica commerciale a fusione basata su stellarator, una tecnologia di nuova generazione che promette stabilità operativa e continuità nella produzione energetica.
Sciortino: “Fusione leva strategica, guidiamo la transizione energetica”
“La fusione è ormai una leva strategica per superare la dipendenza dalle risorse fossili e riaffermare la leadership tecnologica europea”, ha dichiarato Francesco Sciortino, CEO e co-fondatore della società. “Proxima è oggi nella posizione ideale per guidare questa transizione, combinando ricerca d’eccellenza, ingegneria avanzata e una visione industriale di lungo termine”.
Fondata nel 2023 a Monaco, Proxima Fusion mira a costruire la prima centrale a fusione commerciale al mondo basata su tecnologia stellarator, un tipo di reattore considerato particolarmente stabile. L’azienda ha già sviluppato Stellaris, il primo concept di stellarator scientificamente validato che integra progettazione ingegneristica e requisiti di manutenzione, in collaborazione con IPP e altri istituti di ricerca europei.










