Proxima Fusion ha chiuso un round di Serie A da 130 milioni di euro, segnando il più grande investimento privato europeo nel settore della fusione nucleare. La startup, nata come spin-out dell'Istituto Max Planck per la Fisica del Plasma nell'aprile 2023, ha raccolto complessivamente oltre 185 milioni di euro tra capitale privato e pubblico per costruire la prima centrale commerciale al mondo per la fusione nucleare basata su tecnologia stellarator. Il finanziamento è stato guidato da Cherry Ventures e Balderton Capital, con la partecipazione di numerosi fondi internazionali tra cui UVC Partners, Plural, Club degli Investitori e redalpine. L'operazione rappresenta un segnale forte della fiducia degli investitorinella tecnologia della fusione come soluzione energetica del futuro.
La fiducia degli investitori e delle istituzioni di ricerca europee è stata conquistata con l'innovazione. Infatti, Proxima Fusion punta su una tecnologia diversa rispetto alla tecnologia dei tokamak tradizionali: come Wired ha avuto modo di spiegare qui in dettaglio, gli stellarator quasi-isodinamici promettono maggiore stabilità e funzionamento continuo.
Entrambi sono reattori a fusione nucleare che confinano un plasma ad altissima temperatura (oltre 100 milioni di gradi) utilizzando campi magnetici per evitare che tocchi le pareti del contenitore. La differenza principale sta nel modo in cui generano questi campi magnetici. Il tokamak (acronimo russo per "camera toroidale con spire magnetiche") ha forma toroidale (a ciambella) e utilizza un campo magnetico "spiraleggiante" (frutto della combinazione di due campi toroidale e poloidale) che confina il plasma. Invece, lo stellarator, ideato negli anni Cinquanta, utilizza un sistema di magneti esterni disposti in una configurazione elicoidale complessa per confinare il plasma, senza bisogno di correnti nel plasma stesso.










