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C'è un dettaglio che rischia di pesare più di ogni altro nel caso dell'accoltellamento avvenuto sabato mattina a San Siro: il giovane fermato dalla polizia, Lamin Saidilly, 22 anni, non era uno sconosciuto alla giustizia. In Inghilterra era già stato condannato a otto anni di reclusione per un episodio simile, un accoltellamento avvenuto alla periferia di Leeds a fine novembre 2023, con l'accusa di rapina e lesioni. Quella pena, però, non l'ha mai scontata fino in fondo: un provvedimento di espulsione eseguito a dicembre 2025 lo ha riportato in Italia, come risulta dai controlli di frontiera. Di quella condanna e di quella espulsione, riporta il “Corriere della Sera”, non ci sarebbe però alcuna traccia nei database delle forze dell'ordine italiane, un vuoto informativo tra i due Paesi su cui sono ora in corso verifiche anche attraverso l'Interpol.
Ora l'accoltellatore gambiano "non ricorda". E spunta il precedente a Leeds
È in questo contesto che si inserisce l'aggressione di sabato: intorno alle 7.20 del mattino, Saidilly avrebbe colpito alle spalle un uomo di 55 anni, Gerardo P., con un coltello dalla lama di sette centimetri, davanti a un bar della zona, riducendolo in gravi condizioni. Secondo quanto ricostruito, il giovane non avrebbe pronunciato parola durante il gesto; le uniche frasi raccolte dagli agenti che lo hanno bloccato a terra - un commento sprezzante sul divertimento provato e sull'intenzione di ripetere l'azione - non conterrebbero riferimenti religiosi.











