di

Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Il 22enne condannato a 8 anni in Inghilterra: espulso a fine 2025. In Italia è accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. Interrogato dal gip a San Vittore, ha detto di non ricordare niente

L’immagine di un mujaeddin in preghiera con accanto il fucile M4 e sullo sfondo le onde del mare. Una fotografia che Lamin Saidilly aveva scelto a corredo del suo profilo Whatsapp. Un elemento sul quale ora si concentrano le indagini della Digos e dell’Antiterrorismo di Milano e Treviso per verificare un possibile percorso di radicalizzazione islamica.

Anche perché nella casa di Conegliano Veneto del 22enne arrestato per aver accoltellato quasi mortalmente sabato mattina Gerardo P., 55 anni, fuori da un bar di San Siro, gli investigatori hanno sequestrato alcuni scritti in inglese nei quali — tra frasi motivazionali e dal contesto ambiguo e non sempre di facile lettura — il giovane farebbe riferimento anche alla volontà di condurre azioni violente con l’uso di un coltello.