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Per gli investigatori non vi sarebbero però particolari altri elementi per ipotizzare un percorso di radicalizzazione

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Gli investigatori milanesi stanno valutando la foto-profilo di WhatsApp che Lamin Saidilly, il giovane 22enne nato in Italia da genitori gambiani che sabato corso ha accoltellato per più di 20 volte un 55enne a Milano, aveva sul telefonino: un guerriero islamico. Anche se, a quanto si è saputo, non vi sarebbero particolari altri elementi per ipotizzare un percorso di radicalizzazione. Nella casa di famiglia, nel Trevigiano, sequestrati anche scritti su fogli A4.

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