Luke Lawreszuk
A meno di un mese dall’inizio dell’estate, l’Europa è già stata messa a dura prova da tre ondate di calore che hanno attraversato il continente da ovest a est: la prima già a fine maggio, un’altra nella seconda metà di giugno e una terza nella prima metà di luglio.
Un’analisi della World Weather Attribution ha confermato che la seconda è stata la più grave che l’Europa abbia mai vissuto da quanto si raccolgono questi dati: le temperature hanno raggiunto picchi anche di 12°C superiori alla media del periodo e centinaia di città hanno battuto i propri record termici. La colpa va attribuita al riscaldamento globale di matrice antropica, senza il quale questi picchi di temperature sarebbero risultati “virtualmente impossibili”, hanno sottolineato gli autori dello studio di attribuzione.
A Parigi, hanno fatto notizia le uova cucinate su padelle lasciate sotto il sole, perché la Francia non si è mai trovata ad affrontare tre ondate di calore a stretta distanza l’una dall’altra. Il termometro ha superato i 40°C anche in molte località della Spagna, che invece è più abituata già da tempo a doversi difendersi dal caldo estremo La penisola iberica infatti è tra le aree più colpite d’Europa.








