Un'indagine nata dopo un attentato intimidatorio e sviluppata per oltre un anno ha portato a un terremoto giudiziario nel Comune di Sommatino, in provincia di Caltanissetta. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale hanno eseguito sei misure cautelari disposte dal Gip del tribunale di Caltanissetta Lorena Santacroce su richiesta della Procura nissena nell'ambito dell'operazione "Scacco".
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione, corruzione per l'esercizio della funzione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Le accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
L'inchiesta partita dopo l'attentato al sindaco
L'indagine prende avvio dopo l'attentato del 9 maggio 2024, quando ignoti esplosero alcuni colpi d'arma da fuoco contro l'autovettura dell'allora sindaco di Sommatino. Da quell'episodio gli investigatori hanno sviluppato un'articolata attività investigativa, fatta di intercettazioni, videosorveglianza, pedinamenti, acquisizioni documentali e audizioni di testimoni.
Secondo la Procura, gli accertamenti avrebbero fatto emergere un presunto sistema illecito radicato all'interno dell'amministrazione comunale, capace di incidere sia sulla gestione degli eventi pubblici sia sull'assegnazione di lavori finanziati con fondi pubblici.










