Luciano, addetto alle navette durante il maxi evento di Ultimo a Tor Vergata, racconta a Fanpage cosa è accaduto durante il deflusso nella notte: “Fino alle 22 il sistema funzionava. Poi hanno abbattuto le serpentine e tutto è precipitato”.
Fan al concerto di Ultimo a Tor Vergata – ph Roberto Panucci/Getty Images
Luciano, addetto alle navette durante il maxi evento di Ultimo a Tor Vergata, racconta a Fanpage cosa è accaduto durante il deflusso nella notte: "Fino alle 22 il sistema funzionava. Poi hanno abbattuto le serpentine e tutto è precipitato". Il piano, almeno fino alla fine del concerto, sembrava reggere. Le navette entravano senza creare ingorghi, seguivano un percorso prestabilito e accompagnavano migliaia di persone verso l'area dell'evento. Poi, poco dopo le 22, qualcosa si rompe. Le serpentine che regolavano il deflusso vengono abbattute, la folla invade i percorsi riservati agli autobus e, secondo il racconto di Luciano da quel momento la situazione degenera. Per due giorni aveva partecipato ai briefing organizzativi, tutto era organizzato nel minimo dettaglio.
Conosceva le mappe, le postazioni e il piano predisposto per il deflusso. Il suo compito, racconta, non era quello di garantire la sicurezza, ma di coordinare il flusso delle navette e comunicare l'arrivo dei mezzi. "Io non facevo parte della sicurezza", chiarisce subito. "Ero un Bus Coordinator. Nel pomeriggio dovevamo gestire l'arrivo delle persone, mentre dalla sera, intorno alle 23.30, organizzare il ritorno verso gli autobus". La sua postazione era alla Porta Carraia, uno degli accessi utilizzati dalle navette: "Tra le 15 e le 18-19 abbiamo fatto scendere quasi 40mila persone. Parlo soltanto di quelle arrivate con gli autobus. Chi arrivava a piedi seguiva un altro percorso". Fin lì, spiega, il sistema sembrava funzionare: "Per quanto riguarda la parte che seguivo io, era organizzato bene. Gli autobus non facevano coda perché entravano seguendo un percorso obbligato. Facevano un giro abbastanza lungo proprio per evitare che si bloccassero tra loro. C'erano tre fermate e, se aumentava il numero delle persone, se ne apriva una aggiuntiva. I passeggeri salivano e scendevano negli stessi punti e i pullman ripartivano subito". Secondo la sua ricostruzione, le prime pattuglie erano già presenti nel pomeriggio e la situazione appariva tranquilla. Più tardi arrivano anche alcuni mezzi della Celere. "Ho visto arrivare quattro o cinque camionette. Mi sono sembrate poche per un evento con circa 250mila persone"













