Dopo il maxi concerto di Ultimo a Tor Vergata, la festa si trasforma in un’odissea. Trasporti in tilt, metro chiuse e navette fantasma: migliaia di fan restano bloccati nella notte e denunciano sui social. Su TikTok e Instagram esplode la rabbia dei “sopravvissuti” tra chilometri a piedi e ragazzi accampati sui marciapiedi.
Una notte da incubo per le 250mila persone che hanno pagato il biglietto per vedere Ultimo cantare sul palco a Tor Vergata: trasporti in tilt, navette fantasma e strade paralizzate. Su TikTok, Instagram e X esplode la rabbia dei "sopravvissuti". Il racconto della gestione logistica è affidato ai social, che hanno mostrato il peggio del maxi evento, trasformato da una festa in un'evacuazione.
Il maxi-concerto di Ultimo a Tor Vergata, subito dopo i saluti finali con il cantante commosso sul palco, si è trasformato in una vera e propria odissea notturna per i tantissimi fan accorsi a Roma. Una situazione di totale paralisi organizzativa finita in un racconto collettivo fatto di rabbia, ironia amara e immagini che ricordano scene apocalittiche. Prevedibile per un concerto di simile portata, con tutte le criticità del caso, come alcuni sottolineano in risposta alle proteste: "Tor Vergata è un quartiere ultra periferico, oltre il GRA, a ridosso dell'autostrada Rm-Na. Le metro A e C, sono abbastanza lontane. Era prevedibile che far tornare a casa 250k persone da lì, non sarebbe stato semplice", scrivono. E c'è anche chi incolpa la location in sé e l'ipotesi di eventi futuri: "Possiamo dire che il test a Tor Vergata non è passato? E non parlo di Ultimo. Parlo di gestione, organizzazione e location sbagliate. Quindi confermiamo che stadi e palazzetti rimangono i posti migliori per i concerti?". Argomentazioni che in generale, a caldo, sono risultate poco efficaci nel tentativo di arginare i malumori.











