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Marco Imarisio, inviato a Londra
L'azzurro vince una grande partita agli ottavi contro De Minaur: dopo la finale a Parigi, può arrivare in fondo anche a Londra. Oggi tocca al numero 1 contro Struff
Rispetto, per Flavio Cobolli. Le luci sempre accese su Jannik Sinner, l’ammirazione per la bellezza di Lorenzo Musetti, lo hanno fatto diventare una specie di terzo uomo, laddove in Italia esiste per altro una religione monoteista, non avrai altro idolo all’infuori del campione altoatesino. «Mi sento un po’ sottovalutato, senz’altro». A nostra più o meno precisa domanda, il ragazzo romano ha risposto con l’aria di chi un poco la patisce, questa mancanza di attenzione. «Io sono quello dietro a Jannik, e pure a Lorenzo, e da un lato questo mi fa stare tranquillo, mi toglie pressione, ma a volte vorrei essere più apprezzato, anche perché qualche merito credo mi dovrebbe essere riconosciuto».
Esiste nel tennis di oggi una unità di misura denominata Alex De Minaur. L’australiano, numero sei del mondo, batte quasi sempre quelli che stanno sotto di lui, e perde con i pochi al piano superiore. Ieri Flavio l’ha battuto (7-6 7-5 6-3) per la prima volta, e lo ha fatto giocando una partita eccellente, ben preparata, di grande aggressività. Non voleva farsi intrappolare nella ragnatela dell’avversario, titolare forse delle migliori gambe del circuito, e ci è quasi sempre riuscito, dimostrandosi spesso superiore anche negli scambi più lunghi. Ogni tanto è apparso stanco, ma quando succedeva, è sempre riuscito a trovare riserve di energie che gli derivano dal fatto di essere un agonista incredibile.












