HomeTennisSempre più Sinner a Wimbledon, Jannik batte il talento Mochizuki e vola ai quarti con StruffL’azzurro archivia in tre set il match contro il tennista giapponese. Ora ci provano Cobolli, Paolini e il doppio Bolelli-Vavassoridi Redazione Sport5 luglio 2026Londra, 5 luglio 2026 – L’Italia vuol mettere radici a Wimbledon dopo una notte dal sapore di quarti di finale. Inesorabile prosegue il cammino di Jannik Sinner: l’azzurro si fa apripista per gli italiani in campo domani, dopo aver evitato la trappola Mochizuki, giocatore di biliardo votato al tennis. Giapponese dal grande tocco e zero timore reverenziale mentre si appoggia alle bordate di Sinner e le fa diventare traiettorie strette e rapide. Ma la geometria e le tante discese a rete (oltre trenta quelle vincenti) non bastano contro il numero 1 al mondo quasi levato a forza dalla zona di comfort. Perché Jannik controlla già dal primo set, con un break chirugico, mentre nel secondo passa al tie break, lasciando a zero il giapponese dopo che il tetto del centrale si è chiuso per il buio. Il terzo? Pura discesa, punteggiata da altre improvvise fiammate nipponiche, ancora una volta basta un break: l’altoatesino con un 6-3, 7-6, 6-3, si lancia verso i quarti di finale (quinto anno di fila) contro il tedesco 36enne Struff. Gran merito dell’azzurro, che con un avversario complicato, scatena una tempesta al servizio, mentre i colpi da fondo – il dritto in particolare si vede solo negli ultimi game –, non sono ancora quelli dei giorni migliori. “È stata una giornata molto lunga, ho cercato di gestire meglio di lui alcune situazioni – dice il n.1 – Mochizuki è un giocatore incredibile, gli auguro il meglio. Sono contento di fare ogni giorno un piccolo miglioramento. Struff? È molto aggressivo, ma ci penserò domani perché la cosa più importante ora è riposare”.
Sempre più Sinner a Wimbledon, Jannik batte il talento Mochizuki e vola ai quarti con Struff
L’azzurro archivia in tre set il match contro il tennista giapponese. Ora ci provano Cobolli, Paolini e il doppio Bolelli-Vavassori










