di
Monica Colombo e Daniele Dallera
Il numero uno della Figc critico nei confronti del presidente americano dopo la sospensione della squalifica del bomber Usa Balogun: «Con una decisione così si perde la meritocrazia che è la base del calcio»
«Sconcerto». È il sentimento con cui il neo-presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha accolto la clamorosa decisione della Fifa di sospendere la squalifica del calciatore americano Florin Balogun. «Non è un sentimento solo mio, ma quello di chi ha riempito le caselle di posta della federazione e i messaggi che mi sono arrivati sul telefono. Sconcerto misto a sorpresa. Non in senso positivo, ovviamente. Quello che è successo è oltre quello che erano le fantasie umane, proprio così: l’umana immaginazione».
Va da sé che Malagò è andato a studiare l’appiglio giuridico a cui la commissione disciplinare della Fifa ha fatto ricorso. «Dal momento che mi è sembrata un’assurdità, ho letto questo articolo 27 che consente un intervento del genere solo alla Fifa: per intenderci, non è replicabile nei vari campionati nazionali, da parte delle federazioni sparse nel mondo. E dico: “meno male...”. Perché altrimenti sarebbe veramente l’Armageddon».










