Per 75 anni quella vetrina ha raccontato un pezzo di Firenze. Da pochi giorni l’insegna della storica Meridiana non c’è più, ma chi passa da via dell’Ariento ritrova ancora lo stesso spirito. Al posto dell’ennesimo negozio di souvenir è arrivata un’attività che continua a parlare di artigianato italiano e fiorentino. Una scelta condivisa da chi ha chiuso e da chi ha raccolto il testimone, quasi un passaggio di consegne per difendere l’identità del quartiere. A riaprire il fondo sono Marina De Carli e il marito Riccardo Tarducci, due ambulanti storici del mercato di San Lorenzo, con il negozio “Mondo Italiano“, dedicato all’artigianato fiorentino e italiano. Ieri sono stati festeggiati dai commercianti del quartiere e dal presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti (nella foto). Un ritorno alle origini più che una nuova avventura. "Per noi San Lorenzo è casa - racconta Marina -. Il babbo di mio marito aprì il suo banco nel mercato nel 1953, vendendo bigiotteria Made in Florence. Riccardo è arrivato nel 1982 e io poco dopo. Abbiamo avuto il banco in piazza San Lorenzo, poi ci siamo trasferiti in via Sant’Antonino e successivamente anche in via dell’Ariento".
Quando hanno saputo che la Meridiana avrebbe abbassato definitivamente la saracinesca, non hanno avuto dubbi. "Mio marito è molto affezionato a questo quartiere. Ci dispiaceva l’idea che qui aprisse il solito negozio di souvenir uguale a tanti altri. Così abbiamo deciso di provarci". Un desiderio condiviso anche dai fratelli Marco e Paolo Bardi, che il 4 giugno hanno chiuso la storica gioielleria dopo oltre sette decenni di attività. La bottega nacque nel 1951 come Amantini e Bardi e nel 1957 si trasferì nell’attuale sede assumendo il nome di “La Meridiana“. Negli anni Ottanta passò interamente alla famiglia Bardi, che l’ha custodita fino alla chiusura. "Anche loro volevano che questo negozio mantenesse la propria impronta": prosegue Marina. Così la filosofia è rimasta la stessa. "Non abbiamo voluto stravolgere il negozio. Abbiamo cercato di rispettarne la storia e di darle continuità. È un atto d’amore verso San Lorenzo. Io e mio marito ci siamo conosciuti su questi marciapiedi. La prima immagine che mia figlia ha visto è proprio quella del mercato di San Lorenzo. Oggi poter continuare questa storia, in un luogo così simbolico, è motivo di orgoglio".









