HomeLeccoCronacaTrecento anni di storia, in salvo l’ultima trafileria di Lecco: “Luogo unico e identitario, merita di diventare museo”Testimonianza di una città che non c’è più, venne inaugurata a metà del Settecento. Dal 1962 è chiusa. I volontari dell’Officina Gerenzone hanno evitato il peggio e sognanoNella trafileria di Laorca ha lavorato e imparato il mestiere Casimiro Ferrari protagonista indiscusso dell’alpinismo internazionaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLecco – L’ultima storica trafileria di Lecco per ora è salva. Stava letteralmente crollando a pezzi: parte del tetto era già franata a febbraio e, senza copertura, il rischio era che venisse irrimediabilmente compromesso anche l’interno, per il pericolo di altri crolli, oltre che per l’esposizione alle intemperie. Grazie ad alcuni benefattori però adesso i solai sono stati puntellati e la sommità è stata ricoperta da una cerata per proteggerla dalla pioggia.
A chiedere aiuto per salvare l’ultima testimonianza di una Lecco che ormai non c’è più, sono stati i volontari dell’Officina Gerenzone, i guardiani della valle lungo il torrente Gerenzone, che con la sua acqua alimentava opificio e trafilerie. Come la trafileria di Laorca, appunto, a valle della località Campovai, dove il tempo è rimasto immobile da tre secoli fa: l’ambiente angusto, i muri in pietra intonacati , il soffitto basso sorretto da travi sia in legno sia in ferro, gli ingranaggi dentati sotto il bancone da lavoro, le pinze e le tenaglie appese alle pareti, i mastelli consunti dall’utilizzo, e, all’esterno, la ruota del mulino, il canale di derivazione dal torrente, le chiuse con i castelletti di manovra. Volontari di Officina Gerenzone al lavoro









