Roma. Il paese più coriaceo davanti alla minaccia russa è diventato debole, esposto, problematico. Il Cremlino in Polonia ha lavorato con pazienza, muovendosi sempre su due fronti: missili contro il territorio ucraino, disinformazione su quello europeo. Nel 2022, iniziava a girare la notizia che le donne ucraine arrivate per fuggire dalle bombe russe una volta in Polonia si dedicavano all’attività di cercare marito in modo tanto zelante da rubarlo alle polacche. Qualche tradimento si è verificato eccome, ma venne fuori che lo scandalo era in realtà una campagna di propaganda organizzata anche in maniera piuttosto raffazzonata. (Flammini segue nell’inserto IV)L’obiettivo era già indebolire la solidarietà nei confronti dell’Ucraina e iniziare a coltivare il sentimento di inimicizia che sta diventando oggi un rischio per Varsavia, Kyiv e l’Europa tutta, alimentato dallo scontro politico di una campagna elettorale partita con troppo anticipo: la Polonia voterà nell’autunno del prossimo anno.Mosca ha pagato spie, ha organizzato sabotaggi e secondo le ultime indagini ha anche finanziato manifestazioni promosse in almeno tre città della Polonia contro la corruzione in Ucraina. Un sito bielorusso, bihus.info, ha analizzato i video delle manifestazioni e ha verificato che in molti c’erano gli stessi partecipanti, proprio come avviene durante i comizi del capo del Cremlino, in cui vengono pagate delle comparse. Le manifestazioni di ucraini in Polonia avevano come scopo svilire Volodymyr Zelensky agli occhi dei polacchi, mostrarlo come un corrotto non degno dell’aiuto economico di Varsavia. Se lo dicevano addirittura gli ucraini, non sarebbe stato difficile convincere i polacchi che il loro denaro e i loro aiuti finivano in realtà nelle tasche dei corrotti in un paese poco riconoscente.Ieri il primo ministro Donald Tusk ha provato a ristabilire regole di condotta e sicurezza interne al Parlamento della Polonia. Era alla base militare di Bydgoszcz per partecipare alla firma di un accordo di cooperazione fra l’industria bellica polacca e l’americana Anduril Industries. Ha tenuto un discorso non lungo ma affilato, pieno dei giochi di parole che spesso infila nelle sue frasi e ai quali la lingua polacca si presta con particolare duttilità. Ha iniziato parlando dei Patriot, di cui l’Ucraina ha un gran bisogno per difendersi da Mosca che, conoscendo bene la carenza negli arsenali ucraini, ha iniziato a bombardare con un gran numero di missili balistici. Tusk ha confermato l’invio in passato di missili Patriot a Kyiv e ha detto: “Nelle ultime ore si è parlato molto dei Patriot, ovvero dei missili che la Polonia ha trasferito all’Ucraina, ma vorrei dire qualcosa sui patrioti, cioè sulle persone che sanno saggiamente cosa è bene e importante per la Polonia. Ribadisco il mio appello a tutti, a cominciare dal presidente e da tutti i politici: non giocate con il fuoco. Aiutare l’Ucraina è stato oggetto del nostro consenso nazionale e politico”. E ha continuato: “Non vi sarete schierati con la Russia, vero? Mi rivolgo a coloro che vogliono fermare gli aiuti militari all’Ucraina. Questo non può essere permesso”. Tusk ha definito l’aiuto all’Ucraina negli interessi della Polonia e nei giorni scorsi è stato accusato di aver segretamente inviato missili per i sistemi Patriot, mettendo le esigenze di Kyiv al di sopra di quelle di Varsavia. Chi lo ha accusato è l’opposizione del PiS che fino al 2023 è stata al governo, quindi il primo ministro per rimarcare che il cambiamento nei confronti di Kyiv è soltanto strumentale ha deciso, assieme al ministero della Difesa, di declassificare gli aiuti all’Ucraina dal 2022: la più grossa spedizione di materiale bellico c’è stata il primo anno e al governo c’era il PiS. “Possiamo discutere di storia, di relazioni reciproche. Possiamo chiederci fino a che punto dovremmo aiutare i rifugiati e i migranti qui in Polonia, ma non possiamo in alcun modo compromettere la nostra cooperazione con l’Ucraina nella sua difesa contro un attacco russo. Questo è stato il caso quando i nostri predecessori decisero di trasferire armi polacche all’Ucraina nei primi giorni e mesi. Nessuno criticò questa decisione”.Il Cremlino ha lavorato con calma sulla Polonia, ha massaggiato l’insoddisfazione dell’opinione pubblica, ingigantito le crepe, trovato il nemico interno: gli ucraini. Non si ferma qui, buttare giù il bastione polacco agevola la strada verso l’indebolimento dell’aiuto europeo e secondo il Centro ucraino per il contrasto della disinformazione, i servizi di sicurezza russi dell’Fsb hanno un piano: una nuova operazione per minare i rapporti fra Varsavia e Kyiv, pubblicando documenti falsi sul massacro dei polacchi risalente alla Seconda guerra mondiale per mano degli ucraini.Micol Flammini
Il Cremlino lavora da quattro anni all'operazione Polonia
Mosca vuole rovinare i rapporti fra polacchi e ucraini, buttare giù il bastione della solidarietà di Varsavia e indebolire l'aiuto europeo. Le tappe del piano russo e la resistenza di Tusk che sceglie di declassificare gli aiuti militari a Kyiv














