di
Lorenzo Cremonesi
La minaccia di Peskov e il giallo dei Patriot inviati in segreto
Il Cremlino minaccia la Polonia, che accusa di aiutare militarmente l’Ucraina, ma allo stesso tempo se la prende anche con i «media occidentali», che ritiene responsabili di inventare «racconti horror» sulla possibilità di un attacco militare russo contro Varsavia. Vanno lette alla luce delle difficoltà russe nella guerra con l’Ucraina, ma anche delle tensioni bilaterali ucraino-polacche e del summit Nato ad Ankara, le nuove dichiarazioni di Dmitry Peskov. «Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza. Non c’è nulla di buono nel fatto che in Polonia si trovino molte imprese che producono i droni, i quali poi vengono lanciati contro di noi», dice il portavoce del Cremlino reagendo alle indiscrezioni apparse sulla stampa occidentale per cui gli Stati Uniti avrebbero messo in allarme la Polonia sul rischio di una «provocazione armata russa per mettere alla prova la risolutezza della Nato».
Non è certo la prima volta che cresce la tensione tra Mosca e Varsavia. Ripetutamente il Cremlino, sin dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, ha condannato il sostegno politico e militare polacco a Kiev. I frequenti sconfinamenti di droni russi in territorio polacco negli ultimi anni hanno poi visto il rafforzamento delle difese aeree polacche e l’aumento della presenza di velivoli e unità terrestri della Nato. Ma ultimamente è apparso anche evidente che gli apparati dell’intelligence e della propaganda di Mosca hanno fatto di tutto per aizzare l’opinione pubblica polacca contro l’Ucraina. Già nel 2024 i servizi segreti di Kiev mettevano in guardia sulle ingerenze russe tra i sindacati dei contadini e dei trasportatori polacchi che protestavano contro l’export agricolo ucraino.










