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L’efferato delitto
di Laura Distefano
07 Luglio 2026, 05:00
Spariti nel nulla. Ingoiati nel silenzio omertoso di una città grigia e violenta. Sono trascorsi cinquant'anni dalla brutale assassinio dei quattro “picciriddi” di San Cristoforo che ebbero la colpa di scippare la madre di Nitto Santapaola. Un atto imperdonabile per il padrino e i suoi fratelli, Turi e Nino “u pazzu”. Oggi i tre mafiosi sono morti, ma la verità storica di quello che è accaduto a quei quattro ragazzini, inseriti da qualche anno nel lungo elenco delle vittime di mafia, è rimasto avvolto nel mistero. L'unico documento è il verbale di Nino Calderone, che da Marsiglia consegnò quella turpe verità a Giovanni Falcone. Le madri di Riccardo Cristaldi, Giovanni La Greca, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, tutti tra i 13 e 15 anni, conobbero attraverso i racconti del pentito la verità su quello che era accaduto ai loro figli. Sequestrati per giorni. Poi, con la scusa che avevano riconosciuto Turi Santapaola, che era proprietario di una gastronomia a San Cristoforo, fu decretata la loro condanna a morte. I quattro picciriddi furono strozzati e gettati in un pozzo a Mazzarino, nella provincia nissena. Forse uno di loro fu buttato vivo.








