Oggi le parole sono tre: non potrò triplicare lo spazio a disposizione e dico subito che quella che mi sta più a cuore è la prima. Venerdì prossimo, 10 luglio, Aldo Tortorella avrebbe compiuto 100 anni. Con compagne e compagni che fanno parte delle due iniziative inventate da Aldo dopo la fine del Pci (l’Associazione per il rinnovamento della sinistra e la nuova serie di Critica Marxista), abbiamo pensato che l’occasione del centenario poteva servire per conoscere meglio la sua ricerca di «nuovi fondamenti» per la sinistra.

Sinistra che viene da decenni di incertezze e declino (con il tentativo contrastato di un cambio di rotta nei primi anni Ottanta da parte di Berlinguer), e che ha conosciuto una crisi sempre più grave dopo il crollo del sistema sovietico. In Italia la vicenda della fine del Pci, con l’archiviazione della parola «comunista», ma poi anche della parola «sinistra», nelle realtà politiche venute da quella storia attraverso un complesso processo di scissioni, unioni con forze e personalità laiche e cattoliche moderate, altre scissioni e riunificazioni. Con in evidenza, non da ora, il riferimento alla «democrazia».

Del resto non se la passano meglio, in tutta Europa, i partiti del «socialismo democratico». Oggi poi, di fronte a Trump che risolleva la «minaccia comunista» in marcia contro il suo potentissimo paese, nel quale la «democrazia liberale» è messa in sempre più grave pericolo non certo dai «comunisti», ma da lui stesso e i suoi seguaci, un interrogativo radicale sul rapporto che lega, o dovrebbe legare, la politica alla libertà non riguarda solo la tradizione comunista e socialista, ma direttamente anche quella liberale.