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il vice presidente della camera
di Giorgio Mulè
28 Maggio 2026, 00:00
Di solito chi festeggia il compleanno lo fa col sorriso, circondato da parenti e amici che cantano le canzoncine che tutti sappiamo. Leggere l'editoriale di Salvatore Palella un anno dopo aver rilevato, con coraggio dato il momento di crisi attraversato dall'editoria e altrettanto sconfinato amore per la sua terra di origine, consegna invece un'immagine triste. Perché è una amarezza che non deriva da una scommessa persa o compromessa (al contrario, visti i risultati), quanto dalla delusione per ciò che lo ha in parte accompagnato in questa avventura. Le parole "sudditanza", "appartenenza" o peggio "isolamento" sono antitetiche rispetto alla libertà che costituisce geneticamente il carattere di un giornale. E se queste parole vengono accostate a chi è investito di incarichi di potere o abita, temporaneamente, i "palazzi", allora la faccenda diventa terribilmente grave e seria.








