Cécile McLorin Salvant, foto di David Morresi, cortesia Umbria Jazz
Spesso tradotto come «interazione musicale», l’interplay rappresenta il dialogo spontaneo tra musicisti durante una performance. Per un chitarrista jazz, padroneggiare l’interplay significa andare ben oltre la semplice esecuzione di assoli brillanti: è ascoltare, rispondere, suggerire e lasciare spazio. Per assonanza, andrebbe in qualche modo applicata anche al rapporto tra musicista e pubblico. Almeno, è quanto suggeriscono le performance andate in scena a Umbria Jazz. Un cliché? Chissà, certo è che funziona come una modalità catartica dell’evento. Rinvigorisce l’artista, soddisfa lo spettatore.
È così anche nella performance pomeridiana di Cécile McLorin Salvant, che si è presentata fra gli stucchi del Morlacchi con un trio formato da Sullivan Fortner, Yasushi Nakamura, Kyle Poole, tastiere, contrabbasso e batteria per un set di ottanta minuti dove ha messo in mostra tutte le eccelse qualità tecniche – e di dinamica vocale – di cui possiede. Doti che erano già presenti nel folgorante esordio: era il 2010 quando appena ventunenne vinse il prestigioso concorso Thelonious Monk International Jazz. Ma il curriculum di Cécile è composito, perché è un’artista eclettica, divora generi: jazz certo, ma anche blues, ballate soul, standard e addirittura l’elettronica, come ha dimostrato il suo penultimo album Oh, Snap, che maneggia con maestria. A Perugia ha dato un saggio di tutto questo: si è avventurata nei territori delle riletture d’epoca e ha proposto novità: With Every breathe I take – brano che intitola il suo album appena pubblicato – è un compendio di controllo vocale e di purezza espressiva rara. Il picco di intensità arriva però con Dites moi que jè suis belle, una ballata del 14esimo secolo, otto minuti di pathos, note allungate e cavernosi bassi che il pubblico accoglie calorosamente. E fedele alla sua categorica noncuranza dei repertori troppo impostati, chiude con un omaggio alla regina delle discoteche, Donna Summer, riprendendo I feel love.








