​C’è qualcosa di profondamente magnetico nel rumore della risacca quando si fonde con l’alta cucina. Se poi la cornice è quella della Baia di Mazzarò, dove le rocce lambiscono un Mediterraneo sconfinato, l’esperienza smette di essere una semplice cena e diventa pura poesia sensoriale. Proprio qui, tra la brezza salmastra e l'eleganza senza tempo di Villa Sant'Andrea, A Belmond Hotel, l’iconica proprietà a Taormina Mare, che nel tempo ha stregato miti come Elizabeth Taylor e Richard Burton, è andato in scena un dialogo culinario a quattro mani che ha celebrato l'anima più autentica della Sicilia Occidentale.​A tessere la trama di questo racconto gastronomico, nel suggestivo ristorante pieds-dans-l'eau Brizza, sono stati due pesi massimi della cucina isolana: Tony Lo Coco, eclettico interprete e anima del ristorante una Stella Michelin a I Pupi di Bagheria, e Agostino D’Angelo, abilissimo Executive Chef di Villa Sant'Andrea. Due talenti diversi, ma uniti dallo stesso sguardo rivolto al mare, che per una notte è diventato il vero regista dell'evento per appena otto, esclusivissimi tavoli. ​Il percorso degustazione da sei portate è stato un viaggio ritmato dalle onde, capace di scardinare la tradizione per ricomporla con magistrale creatività.Ad inaugurare la sinfonia è il raffinato "Mosaico" dello Chef D'Angelo: un'autentica opera d'arte visiva e palatale in cui pesci e crostacei, sottoposti a una delicatissima marinatura, incontrano la freschezza degli agrumi e la complessità aromatica della frutta. La parola passa poi allo Chef Lo Coco, che traghetta gli ospiti verso l'emozionante e suggestivo "Riccio nel suo fondale marino". Il riccio di mare freschissimo, servito con orgoglio nel proprio guscio naturale, viene adagiato su una morbida spuma di patate e avvolto da una sabbia croccante di grano antico Tumminia. Le note iodate degli asparagi di mare e la leggerezza aerea di una spugna al prezzemolo completano un quadro d'altissima scuola. ​Lo stesso Lo Coco prosegue celebrando la memoria del territorio rivisitata in chiave d'avanguardia con gli "Anelletti". In questa preparazione, il celebre formato di pasta si sposa magistralmente con un ricco e profondo ragù di calamari, con salsa di uova di pesce San Pietro, capace di legare il piatto in una perfetta armonia marina. A suggellare questa memorabile sequenza è nuovamente la firma dello Chef D'Angelo con lo "Scampo": il crostaceo che viene magnificato da un'emulsione dedicata e dalla nobiltà del corallo d'astice, mentre la cipolla all'agro ne bilancia la dolcezza naturale. Ancora Lo Coco con la sua Stigghiola "da mare": un'audace quanto riuscitissima rivisitazione dello street food palermitano utilizzando ricciola e seppia.​Il finale ha visto un perfetto contrappunto dolce: prima il pre-dessert di Lo Coco con cialda al cioccolato e melaca al limone verdello, finger lime e riduzione di Amaro Amara, seguito dall'avvolgente Mousse ai tre cioccolati di D'Angelo, resa graffiante da un gelato al pepe di Sichuan e salsa di fragoline di bosco fermentate.