Sulla collina dorata della Val di Noto, in provincia di Siracusa, dove il profumo degli ulivi secolari si mescola alla brezza marina, sorge un luogo che racchiude storia, natura e ospitalità d’eccellenza: Masseria della Volpe. La sua storia affonda le radici nella tradizione delle masserie siciliane, grandi aziende agricole sviluppatesi tra il XVI e il XVIII secolo durante il periodo della dominazione spagnola.

La tenuta appartenne per generazioni alla famiglia Ignaccolo, nota fin dall’Ottocento per la produzione di grano, olio e uva di qualità. Come raccontano i fondatori, il nome della struttura nasce da un incontro speciale: «La prima volta che entrammo nel baglio della masseria, districandoci tra erbacce e fichi d’india, trovammo una volpe ad attenderci, quasi fosse la padrona di casa: ci scrutò e un istante dopo scivolò via, infastidita dalla visita improvvisa. E fu così che la vecchia masseria, fino ad allora appartenuta alla famiglia Ignaccolo, divenne per sempre della Volpe».

In quel momento segreto, il sogno prese vita. Su quella collina, con la vista che si perde sulla Val di Noto e sul blu del mare, è nato un resort di lusso. Un luogo dove il fascino della tradizione e il comfort contemporaneo danzano insieme, dove l’architettura rispetta la forma naturale della terra. L’architetto Gabriele Tumiati ha saputo recuperare la vecchia masseria senza strapparla alla sua anima. I simboli del passato, i pozzi e l'aia restano, come memorie radicate nella pietra.