di Angela Frenda

Dalla Romagna alla Sicilia, con un unico denominatore: la posizione, in alcune tra le più suggestive località della costa italiana. Ecco come si sono rinnovati tre resort che hanno fatto la storia dell’ospitalità

L’eleganza discreta (e unica) del TimeoA Taormina torna a splendere Villa Timeo, elegante dimora ottocentesca con vista privilegiata sul celebre anfiteatro greco e sulla Baia di Naxos. La proprietà, composta da 21 camere e suite, ha riaperto a maggio dopo un accurato intervento di restyling curato dalla interior designer francese Laura Gonzalez, che ha reinterpretato lo spirito aristocratico della dimora: la pietra chiara del teatro greco, le maioliche decorate a mano, i colori caldi delle ville storiche palermitane, tessuti di Pierre Frey, illuminazione Vaughan, pezzi di Cox London. La struttura è adiacente al celebre Grand Hotel Timeo, del gruppo Belmond, e l’idea è che la villa sia un luogo ideale per soggiorni più riservati o eventi privati. Ma in quella che vuole essere un’antica casa siciliana. Una piscina a sfioro, un curato bar interno e una rilassante lounge panoramica completano l’esperienza, arricchita dalla possibilità di accedere ai servizi del Grand Hotel Timeo: dal ristorante stellato «Otto Geleng» alla esclusiva spa Dior inaugurata da pochi giorni (da provare i rituali Haute-Couture ispirati alla cultura del viaggio). La riapertura di Villa Timeo rappresenta un nuovo capitolo nella storia del Grand Hotel Timeo, icona dell’ospitalità di lusso dal 1873. Primo hotel di Taormina, fu punto di incontro per scrittori, artisti e star internazionali: da D.H. Lawrence a Elizabeth Taylor e Cary Grant, fino ai grandi viaggiatori europei. Villa Timeo, costruita a fine Ottocento dalla famiglia Famà come residenza privata, venne unita al Grand Hotel attraverso il matrimonio tra Clementina Famà (a cui è dedicata ora una suite) e Francesco La Floresta. Ma è il cibo a svolgere un ruolo di primo piano. Grazie al ristorante stellato «Otto Geleng» (omaggio al pittore tedesco che per primo vide in Taormina una meta di grande bellezza), 16 posti, guidato dall’executive chef Roberto Toro, che offre una reinterpretazione dei piatti classici in chiave contemporanea. Siciliano, classe ‘75, Toro pesca dalle sue memorie di bambino: il pane fresco, le arance appena tagliate, la salsa di pomodoro preparata dalla nonna. È affidato invece alla sommelier Veronica Bonelli il compito di accompagnare nel viaggio nelle oltre 400 etichette di vini. Tra le novità 2026, l’arrivo del maestro Giuseppe Amato, ex «La Pergola» a Roma, che nel 2021 ha avuto da Les Grandes Tables Du Monde il premio come Miglior Pasticcere da Ristorazione al Mondo.