Prima l’annuncio shock, poi il dietrofront. Lo stadio del nuoto non chiuderà i battenti, come si è temuto nel pomeriggio di ieri. Decisivo si è rivelato l’intervento del sindaco Vito Leccese che in tarda serata, ha incontrato i vertici della Waterpolo Bari (concessionaria della struttura) per avviare un tavolo di confronto e risolvere le criticità in corso entro il 30 giugno, ovvero quando scadrà la proroga dell’attuale concessione. Aveva, però allarmato la comunicazione diffusa ieri dalla Waterpolo: «Per ragioni indipendenti dalla volontà della nostra associazione, siamo costretti, con grande dispiacere, a interrompere dal prossimo 9 marzo le attività e i servizi dello Stadio del Nuoto. Sono inoltre sospese le iscrizioni ai corsi». Un fulmine che ha immediatamente allarmato l’amministrazione comunale, determinata a scongiurare lo stop di uno degli impianti natatori più frequentati della città evitando un grave danno per gli sportivi e per le famiglie che ogni giorno lo frequentano per corsi di nuoto, allenamenti e attività sportive.

Già nella serata di ieri il sindaco Vito Leccese ha incontrato i vertici delle Wateropolo. Lo stadio del nuoto, infatti, è di proprietà comunale ed è gestito, appunto, dall’associazione Waterpolo attraverso la seconda proroga della concessione (l’ultima possibile) che scadrà il prossimo 30 giugno ed ha un valore stimato in ocirca 7,8 milioni. Gestione e manutenzione ordinaria sono a carico del concessionario, mentre il Comune mantiene la competenza sugli interventi straordinari, garantendo anche un contributo annuo di circa 75mila euro per sostenere soprattutto le attività di scolaresche e diversamente abili. Negli anni, tuttavia, sono emerse svariate problematiche strutturali. La piscina olimpica esterna da 50 metri attende ancora i lavori di recupero già finanziati con 2 milioni e 250mila euro attraverso il bando nazionale «Sport e Periferie». La vasca risulta inutilizzabile da tempo a causa della fatiscenza dei pilastrini che sostengono la struttura. La piscina coperta da 35 metri, invece, è tornata agibile dopo i lavori di messa in sicurezza, tra cui il rifacimento del solaio da cui cadevano frammenti di legno. Irrisolte, invece, alcune infiltrazioni e interventi di manutenzione.